Da a matina a a sea(dal mattino alla sera)

Te và a a maina doman? Sci da a matina a a sea.Non era raro parecchi anni fa sentire queste frasi quando i montemarcellesi, ora di una certa età, scendevano al mare molto presto e tornavano a sera tarda. Si fornivano di cibo e bevande e scendevano a piedi attraverso un sentiero, ora impraticabile, fino alla “maéa” la spiaggia che si trova subito dopo la scogliera di Punta Bianca.

punta biancaPunta BiancaSiCroo allora

 

 

 

 

Allora si preferiva andare là piuttosto che al “Croo” (punta Corvo o Spiaggioni come li chiamano oggi i foresti) la spiaggia dove, fino all’anno scorso, facevano scalo anche i barconi. Era molto più ampia di adesso infatti, come diciamo noi  “ora se l’è mangiata il mare”. Io ci andavo da ragazza e anche più tardi appena sposata. Alcune volte, mio marito ed io andavamo col “gozzo” di mio cognato Nitti (quello del rezzaglio).

Bocca6battello 1

Scendevamo perciò a Bocca di Magra e caricavamo tutto sulla barca., persino  il fornello a gas, sul quale cocevamo la pasta, i muscolie le patelle che gli uomini trovavano tra gli scogli.  

Era un paradiso poiché non essendoci ancora i barconi che oggi “scaricano gente a tutte le ore”, la spiaggia era tranquilla. Era ancora, come si suol dire, a misura d’uomo. Negli anni successivi i paesani hanno incominciato a frequentare la spiaggia di Punta Corvo forse perché il sentiero era stato reso più agibile. Ricordo, a questo proposito,che molte famiglie vi piantarono le tende e stavano laggiù anche per un mese intero. Tra questi i Cervia,  la famiglia dell’Albertina e quella di mia cugina Angelina. Ricordo che Angelina , attorno alla tenda, aveva creato una specie di orto-giardinocon pomodori e fiori.

Spiaggia

Gli uomini ogni tanto andavano a Bocca di Magra o risalivano il monte per fare riforn imento di cibo o per altre necessità. Avevano persino costruito una cabina con “un servizio igienico”. Anche questa spiaggia era abbastanza tranquilla in quel periodo infatti arrivavano solamente alcuni traghettatori privati (uno era il famoso “Bafon”) che ogni tanto portavano comitive o famiglie che tornavano a riprendere verso sera. Dopo qualche anno però i campeggiatori sono stati “sloggiati” (si diceva per motivi igienici, non so) per cui anche questo periodo è finito.

Ora i barconi scaricano gente in continuazione, per carità, anche i turisti hanno diritto a questo paradiso, ma è ancora un’oasi felice? Non so, forse quelli della mia età rimpiangono quel periodo quando alle dieci del mattino la spiaggia era quasi deserta.Ancora regno dei gabbiani e di quei pochi bambini che giocavano felici con palette, secchielli e palloni, senza inciampare in qualche bagnante indispettito.

Racconto di Eura Domenichini Camilli (Pubblicato sul  giornalino AMEGLIA INFORMA)

Una risposta a “Da a matina a a sea(dal mattino alla sera)

  1. io ero uno di quei bimbi che al mattino giocavano al pallone in spiaggia, anche noi abbiamo vissuto quel fantastico periodo di campeggio che per due mesi ci portava a vivere giu a punta corvo, mio padre Lorenzo Bagnoli e mia mamma di Montemarcello la Graziella la figia da marì Repetti.
    Tutto finì dopo quella tremenda mareggiata che portò le onde a frangersi contro il monte, e al grido di mio zio Baldi (CERVIA) si salvi chi può noi piccoli e le nostre mamme scappammo su per la scalinata sino ad arrivare al paese alle tre del matttino dove c’erano i nostri nonni ad aspettare. gli uomini rimasero giù a cercare di salvare qualche tenda. Quello fu l’ultimo anno del famoso campeggio di Montemarcello……..

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