L’arcobaleno

Tante volte guardando le nuvole,  i peggiori pensieri passano per la mente, senza nemmeno volerlo fare posatamente, quasi come un inno al creato, ed al mondo che ci circonda con tutte le sue sfaccettature, vuoi di bellezze, vuoi di novità che tutti i giorni si viene a sapere o che magari si osserva durante una piccola passeggiata  con il fratello, per togliersi da casa, ed evitare che il sistema nervoso abbia la miglio sulla solitudine che fa venire i cattivi pensieri.

Le nuvole hanno il loro ruolo nel ciclo del mondo, con le piogge che sono tanto necessarie per  noi, per le campagne, per costruire le nostre case, per mantenere umido il nostro corpo, ed evitare quindi la disidratazione, insomma ci appartengono per legge naturale.

Certamente il suo movimento tante volte ci  spaventa, con i lampi, le saette, i tuoni, i grandi acquazzoni,  pericolosi per chi si trova in mezzo a quelle nuvole nere che mescolate al vento ci chiudono la visione, quasi come seppellirci nel mondo migliore alla nostra vita temporale.

Foto Stefania Gemignani

Ma il gioco della continuazione fa il bello ed il brutto ovunque, e pensando come Pulcinella, nella nostra mente ecco che viene anche da ridere di fronte alla tristezza, perché le nuvole se si osservano per un istante subito si capisce che viaggiano veloci mentre scaricano la pioggia, pertanto dopo il tempo cattivo deve venire quello buono, e questo Pulcinella lo sa.

Mentre il sole riappare, per la volontà degli Dei, l’arcobaleno disegna i suoi colori nel cielo scuro che  sembra voler far riaprire le speranze fisiche nel mondo in cui apparteniamo quasi come una bandiera assomiglia a quella pace dalla quale è  stato copiato il simbolo, mentre tanti pensieri mi preoccupano, sia per la salute,  che per il trapasso, quando lentamente si sentono le forze che  vengono meno.

Foto A.Dimai & R. DaVal

E’ meraviglioso e  prepotente l’arco disegnato da madre natura sullo sfondo dei canaloni delle cave di  marmo bianche delle Apuane mentre osservo  il panorama dei raggi di sole che specchiano in mare aperto nell’orizzonte infinito

Guardo il mare, osservo l’arcobaleno e mi strizzo nel mio intimo debole speranzoso che la Dea Cibele  mi tenga sempre acceso il lumino della speranza se Essa lo vorrà.

L’Arcobaleno è  forza nella nostra fantasia nella quale noi vediamo la vita oltre l’ignoto, e coltiviamo con  la nostra speranza che sia sempre viva, la lunga vita nel tempo.

Purtroppo tutto questo non è, ma  illude tremendamente il pensiero reso forte dalle religioni,  per tenere ferma la morale dei popoli, ma che non serve a  niente altro.

Perché allora guardo le nuvole,  il suo cielo infinito con l’arcobaleno ?

Perché osservo il suo cammino?

Perché guardo il cielo nei momenti difficili?

Perché soffro nei cambiamenti dei tempi, sia durante l’estate che d’inverno?

Quale potente macchina si è messa in moto con l’atto sessuale mio generatore e sorgente della mia vita?

Perché ho avuto la forza mentale di ricordare tutte le persone scritte?

Perché ricordo cosi tanto la miseria, i sacrifici, le gioie, i dolori che mi hanno accompagnato nel

“tratto” della mia vita?

Perché i popoli continuano a fare le guerre e uccidono milioni di persone come hanno fatto con  madre mia?

Perché destino crudele hai voluto la mia sofferenza fisica?

Per quale ragione devo mantenere la fede, se non  trovo niente di buono oltre le nuvole veloci che osservo durante  la mia sofferenza guardando l’arcobaleno, che con i suoi multicolori mi invade, mi avvolge in quella speranza,alla quale i nostri genitori ci hanno abituati e allevati come il cavallo abituato a obbedire noi, per le nostre esigenze vuoi di pace o di guerra, di lavoro o divertimento?

Perché  cammina cosi il mondo?

Il mio interiore non lo accetta, perché il mondo valgo cammina diversamente ed è trascinato oltre, dal  Dio soldo onnipotente in tutta la terra.

Cosa serve allora oltre la fede, la speranza senza il soldo?

Nulla. Serve solo la volontà degli Dei astratti in un destino multicolore migliore.

E’, e rimane tutto una pura illusione fisica e mentale che svanisce come è nato, irradiato  e svanito l’arcobaleno dalle molecole della pioggia.

La vita è temporale e niente più, deve realizzare il suo ciclo e terminare cosi  come svaniscono le nuvole cariche di pioggia nel cielo infinito.

Grazie alla astratta Divinità Cibele  che finora mi a guardato.

Ciao bandiera del cielo.

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