Rovi e cinghiali

La collina è sassosa.

Le macchie di rovo sono le padrone ormai del vecchio borgo, non si distingue più dove vi erano i terrazzamenti, dove si seminava l’orzo, o il grano, oppure le favette da sovescio, perché l’uomo, ed i suoi amministratori, hanno creato una foresta che sta diventando un immenso tunnel, con un intreccio di gallerie spaventoso dove i cinghiali

se la vivono dignitosamente, anzi metteranno su un ministero apposito per loro, con l’appoggio dei voti degli amministratori del “ Lardo di Colonnata”, si candideranno assieme con il partito dei “Verdi” alle prossime elezioni Europee. Sono sicuro che nascerebbe un nuovo partito dell’Europa Unita che per lo stemma dentato a tipo cinghiale come Dracula sa. ( fra vampiri….) potrebbe avere come nome: “Partito Europeo dei cinghiali e verdi”. Mizzica! chissà quanti voti! Forse necessiterebbero più poltrone, per le preferenze avute dai cacciatori. (tanto la proprietà è un reato).

Racconto di Luciano Figoli

Nel centro-italia il peso medio è sugli 80 – 100 kg, con esemplari che possono raggiungere i 130/150. L’altezza al garrese è di circa 90 cm, la lunghezza del corpo intorno ai 150. La pelliccia è scura e setolosa, il grugno conico e le zampe molto corte.La pelle è spessa e poco vascolarizzata, il che lo protegge da ferite e infezioni negli spostamenti nella macchia oltre che dai morsi di alcuni animali avversari, come le vipere. I maschi, nel periodo che precede gli amori (Ottobre/Dicembre), hanno uno spesso strato di grasso a protezione dei fianchi, probabilmente a difesa dell probabili scaramucce amorose.  È un maiale selvatico dal temperamento aggressivo, le zanne lo aiutano oltre che nello scavo anche nei combattimenti. La sua dieta è onnivora e molto adattabile, si ciba di radici, ghiande, e altri vegetali, ma anche di insetti e piccoli animali. I piccoli crescono in Febbraio-Marzo in media da 2 a 5,ma anche più se trovano abbondanza di cibo. I nuovi nati,più deboli, vengono abbandonati a se stessi. Dopo 1 anno i maschi si allontanano dalle madri e raggiungono l’età adulta. La struttura sociale è sostanzialmente formata da branchi femminili con i piccoli nati nell’anno più i nati dell’anno precedente.
Va detto, che in ambienti boschivi, la presenza del cinghiale è decisamente positiva per l’ecosistema, infatti, con la sua continua opera di scavo alla ricerca del cibo, interra semi ed elimina insetti dannosi, favorendo lo sviluppo intrinseco del bosco. Purtroppo, però, la riduzione progressiva del suo habitat naturale lo spinge in ambienti agricoli, prospicienti al bosco, dove risulta estremamente dannoso per le colture contadine. Per questo motivo, a torto, il cinghiale è sempre stato considerato distruttivo e oggetto di “necessarie” battute di caccia.
Normalmente tende ad evitare gli uomini, ma se provocato o attaccato può divenire molto pericoloso. Gli attacchi non sono quasi mai letali, ma possono provocare squarci e grandi perdite di sangue.

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