Storia e ricordi del servizio trasporti a Montemarcello

Parlando del servizio trasporti per Montemarcello dovrei tornare molto indietro nel tempo (1940), quando ero una bambina di sei o sette anni e per la frazione non vi erano ancora servizi di linea. I paesani scendevano allora fino ad Ameglia a piedi e al ritorno a volte contattavano Gioele che con la sua “Balilla” li portava fino al paese (si alternava con un suo fratello, ma io ricordo vagamente solo Gioele). Il babbo usufruiva a volte del suo servizio soprattutto quando tornava da navigare, ed era un avvenimento, in modo particolare per noi bambini, vedere arrivare quest’auto per una strada sassosa non ancora asfaltata. Ci divertivamo a rincorrerla: per noi era un gioco! Nei primi anni ’50 arrivò invece il primo servizio di linea gestito dalla famiglia Perugna. Il bigliettaio, nonché padrone, era Angiolino aiutato dagli autisti Parmigiani e Ricci e dal controllore Ilo. Pensate che Parmigiani era allora Sindaco (dal ’48 al ’66) eppure faceva l’autista. Altri tempi! Finita la gestione Perugna subentrò la SARSA. Ricordo ancora i nomi di alcuni bigliettai e autisti di allora: il Nino, Arnaldo, Castagna, Gio’, Boni, Farmi, Gino, Silvano etc. Ma il tipo più caratteristico era il Nino detto “Baffo”

Don Gonzales con il “Baffo” dall’archivio di Nedo Gonzales

 

  

 un vero burbero dal cuore tenero. Restò in servizio fino all’ultimo, quando ormai, per una operazione alle corde vocali, non riusciva più a parlare. Lasciatemi dire che in quegli anni viaggiare in corriera era un po’ come essere in famiglia, dove tutti si conoscevano, scherzavano e parlavano a volte dei loro problemi. Si riusciva a creare quel minimo di rapporti sociali che ora non esiste più. Chi non ricorda Giovannino di Ameglia che immancabilmente ad ogni arrivo di corriera indicava il suo orologio e diceva all’autista “sei in ritardo, sei in ritardo”. Gli autisti sorridevano e capivano che anche questo per lui era un modo semplice di comunicare. Dopo la SARSA arrivò la SIAMIC, che mantenne più o meno lo stesso personale, salvo qualche nuova assunzione. L’ultima, che esiste ancora oggi, è l’ATC che ha linee per Ameglia e Lerici in collegamento con tutta la Provincia. Non ci sono più bigliettai ma macchinette obliteratrici (che parola difficile!). E l’autobus di oggi che ti trasporta non favorisce più un minimo di rapporti sociali. Io che per diversi anni ho viaggiato con questi mezzi di trasporto ricordo con una certa nostalgia gli ultimi tre autisti da poco andati in pensione: Montano, Vittorio e Sauro. Li chiamavo scherzosamente i tre moschettieri e avevo con loro una certa confidenza perché facevano sempre la stessa linea. Mi ricordavano veramente i vecchi autisti di una volta. Li saluto con affetto, anche loro come tante persone e fatti della mia vita che resteranno nei miei ricordi.

Racconto di Eura Domenichini Camilli (pubblicato sul Giornalino AMEGLIA INFORMA)

Ringrazio per le informazioni fornitemi i sig.ri Perugna, Malfanti e Parmigiani.

Dall’archivio di Eura Domenichini Camilli: Articolo sull’incidente occorso il 18/02/1957 al bivio di Ameglia

 

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