177 a.c. I misteri del porto di Luni

Video realizzato da http://www.il giramondo.net

Il sito archeologico dell’antica città di Luna fa parte del patrimonio archeologico Ligure, gestito dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, Soprintendenza per i beni archeologici della Liguria. Il sito sorge vicino al confine orientale della regione, strettamente connesso all’area delle alpi apuane e già parte del territorio della Lunigiana. La piana lunense si trova a 20m s.l.m. l’antica città di Luna, fondata nel 177 a.C. come colonia romana, sorgeva infatti su un antico porto, dal quale transitavano i marmi cavati sulle Alpi.
I reperti fino ad oggi pervenuti in quest’area ne testimoniano la storia dall’epoca romana sino al tardo Medioevo, gli scavi nella città di Luni sono tutt’oggi in fase di avanzamento e cospique parti dell’antica città devono ancora essere indagate.
Ad oggi i ritrovamenti che costituiscono le emergenze del sito sono la Necropoli, Porta Ovest, Via Aurelia, Casa dei Mosaici, Piazza, Grande Tempio, Teatro, Anfiteatro, Capitolium, Foro, Porta Est, Basilica Altomedievale, Casa degli affreschi, Mausoleo, Porta Sud, Molo.
All’interno dell’area sorge il Museo Archeologico Nazionale, inaugurato nel 1964, allo scopo di ospitare la grande quantità di reperti rinvenuti presso l’area di scavo, è stato sucessivamente riallestito nel 1981 in quanto gli spazi espositivi non consentivano la visione completa di tutto il materiale.
136 L’area archeologica di Luni è strutturata secondo un Sistema Museale Policentrico, in un articolato percorso che lega i complessi monumentali alle sezioni espositive. Affiancano il Museo Nazionale quattro sezioni distaccate alloggiate negli antichi casali che sorgono all’interno dell’area, di cui due dedicate all’architettura sacra dei complessi cultuali, una, il Lapidario Lunense, alle testimonianze epigrafiche e la quarta all’edilizia privata.
L’ anfiteatro di Luni fu costruito nel I sec. d. C. fuori delle mura orientali con accesso principale dal decumano massimo. Ospitava settemila spettatori, provenienti anche dal territorio, che affollavano le gradinate rigorosamente divisi in settori riservati ai diversi ordini sociali.

 dal sito http://www.archeonet.eu

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