Dov’è finito il Caronte?

AMEGLIA DUE MINUTI IN TRAGHETTO DALLE DUE SPONDE, ANCHE UN’ORA IN CORRIERA E NESSUNO LA PRENDE

Esasperati i commercianti di Bocca di Magra. Il Comune «striglia» la Provincia
BOCCA di Magra langue, Fiumaretta boccheggia, di nuovo separate dal Magra che tiene lontanissime le due frazioni così come i turisti. Per arrivare da una sponda all’altra due minuti di battello e 30 di bus, quando non diventano 50 o di più ancora perché la corriera rimane intrappolata nella variante Aurelia. I bus fanno avanti e indietro sette volte al giorno tra Bocca di Magra e Fiumaretta, quasi sempre vuoti, e gratis grazie ai 100mila euro stanziati dalla Regione per garantire un servizio sostitutivo mentre si lavora a rendere definitivo il ponte della Colombiera. Quaranta passeggeri al giorno per le corse sostitutive ha stimato Atc, più o meno il numero degli studenti che ogni mattina vanno e tornano da scuola. I barconi? Fermi. Ufficialmente in attesa che la Provincia valuti se il costo del servizio barche è «congruo» per il numero dei potenziali passeggeri. Valutazioni in corso ormai da due settimane, mentre la rabbia nelle due frazioni cresce. Perché «i barconi portavano anche 150 persone al giorno, che nei week-end diventavano 500: per gli abitanti era un servizio eccezionale, per i turisti anche un’attrazione» spiegano gli operatori di Bocca di Magra, deserta in un sabato di sole. Ma esasperata, arrabbiata, è anche l’amministrazione comunale. «I bus — dice l’assessore Doriano Caputo — non ci servono a niente: nessuno li prende perché ci vuole un’ora per andare da una frazione all’altra, senza contare che la corriera si ferma al bivio, non arriva neppure ad Ameglia. Abbiamo sempre detto che servono i traghetti: il numero di passeggeri come minimo raddoppierebbe. Ma la Provincia continua a dire che sta valutando la congruità tra costo e utilizzo senza capire quali sono le reali esigenze degli abitanti. Ora si spendono 450 al giorno e i bus viaggiano vuoti. Esigiamo il servizio di traghetti come era stato promesso perché è quello di cui c’è bisogno».
MENTRE la Provincia tace la vita si spenge nelle due frazioni, esasperate da alluvioni a ripetizione e opere di messa in sicurezza al rallentatore. E il barcone della cooperativa Foce del Magra, che lo scorso anno dopo il crollo aveva garantito il servizio con un viaggio all’ora e migliaia di passeggeri, staziona inutile davanti all’imbarcadero. «Non possiamo tirarlo a terra finché non ci dicono se il servizio si farà o no — spiegano Francesco Chiappini e Nicola Torini, presidente e socio della coop — . Il Comune ci aveva chiesto un preventivo un mese prima della demolizione del ponte e lo abbiamo fatto. Per venire incontro alle esigenze e garantire il servizio abbiamo proposto di ridurre il pagamento da 600 a 450 euro ma ancora non la Provincia non dà una risposta». E non sono più disposti ad aspettare tanto a Bocca di Magra, con la prospettiva di un inverno drammatico. «Devono venire da Fiumaretta anche quattro volte al giorno — spiega Elisa Mugnai che gestisce Il chiosco Nerina — e in corriera ci vuole un’ora: impossibile. Sono costretta a prendere l’auto per poi non lavorarre perché qui anche quando c’è il sole non viene nessuno. E i bambini ci mettono un’ora per andare e tornare da scuola». «I bus sono inutili, viaggiano vuoti — rincara Giovanni Lagomarsini — Sul traghetto salivano anche molti anziani con le biciclette e una volta sbarcati potevano raggiungere facilmente uffici, banca, negozi. Con la corriera è impossibile. Avevano detto che avrebbero sperimentato una settimana il servizio con i bus e poi riattivato i battelli invece non si sa niente e le attività qui muoiono. Perché non valutano fino in fondo come spendono i soldi». «La maggior parte dei turisti vengono dalla zona di Carrara — spiega Leonardo Marino dalla sua crèperia — Guardati intorno: non si vede un’anima. Con i battelli c’era sempre gente». «I traghetti potrebbero essere un’attrazione anche nella normalità, invece non si riesce a farli funzionare neppure nell’emergenza. Eppure l’anno scorso ha dimostrato di essere una soluzione positiva» conclude amara Idina Guasconi. Il battello dei desideri: sembra incredibile ma il mezzo più naturale per attraversare il fiume è diventato un miraggio.
Emanuela Rosi – LA NAZIONE 20/11/2012

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...