25/7 Presentazione Libro a Sarzana

VENERDì 25 LUGLIO ORE 21,00
alla libreria L’ALTRO LUOGOSARZANA
MONICA PARESCHI ci parla del libro
“E’ DI VETRO QUEST’ARIA” (edizioni ITALIC PEQUOD).
presenta ANDREINA SWICH (giornalista e scrittrice)
legge FEDERICO BARIO

Monica Pareschi è una delle più importanti traduttrici italiane. Ha tradotto Paul Auster, Hisham Matar, Muriel Spark, Willa Cather, Shirley Jackson, Alice McDermott, Michel Faber, Doris Lessing, James Graham Ballard, Elizabeth von Armin, Ronald Firbank, Charlotte Bronte, Mark Haddon, Bernard Malamud e tanti altri. Collabora con numerose case editrici, tra cui Einaudi, Adelphi, Feltrinelli, Rizzoli, Bollati Boringhieri; lavora da anni nel campo dell’editoria anche come editor freelance e cura la collana di classici femminili “Le Grandi Scrittrici” per Neri Pozza.
La raccolta di racconti “E’ di vetro quest’aria” è il suo libro d’esordio. Ha vinto il Premio LORIA 2014

Non una semplice storia d’amore, ma un’intima indagine dell’animo umano, tormentato e sempre sul punto di dover prendere una decisione. “È di vetro quest’aria” descrive ciò che precede il momento decisivo, un attimo prima che la scelta possa provocare una irrimediabile rottura. La soglia non è una passiva attesa, ma il punto nevralgico in cui le forze si concentrano. Racconti separati creano un unicum, esempi di come ogni uomo possa trovarsi sulla soglia: una donna insoddisfatta di sé sta ancora aspettando che nella sua vita entri una sconvolgente Passione; la seconda protagonista infastidita dal contatto fisico, cerca di evadere da una situazione scomoda; nel terzo racconto un uomo sta valutando il destino del proprio matrimonio, mentre una donna attende che il proprio marito se ne vada definitivamente. Il limbo può rappresentare una gioia, un’estasi estrema, come nel caso dei due amanti che vivono tra il detto e il non detto; ma può anche edificare una prigione all’anima, come per Marisa, cinquantenne in bilico tra la gioventù e la vecchiaia, costretta ad accudire sua madre, Lea, anziana donna ormai in attesa della fine.
In quella soglia l’uomo cerca se stesso, e osserva, nell’indecisione di agire o arenarsi. È naufrago. Nuota furiosamente per non affogare, tende le mani verso l’altro ma a volte non c’è nessuno a salvarlo. Leggere È di vetro quest’aria conduce all’introspezione: qual è il momento giusto per agire o per scegliere? Quanto è doloroso vivere nell’attesa ed essere vittima di decisioni a cui non è possibile porre rimedio?

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